Aller au contenu principal
Artificiers

Sugyp, la precisione svizzera all’appuntamento dei Masters de Feu

Prima della loro venuta all’ippodromo di Compiègne il 17 settembre 2022, gli artificieri svizzeri di Sugyp rispondevano alle domande di Masters de Feu. L’occasione per scoprire una maison pirotecnica rinomata per il suo senso dell’emozione, la sua rigorosa tecnica e la sua cultura dello spettacolo su misura.

Sugyp, la précision suisse au rendez-vous des Masters de Feu

Con lo sguardo rivolto alla Svizzera romanda. In questa serie dedicata ai piromani invitati ai Masters de Feu, il terzo incontro ci conduce da Sugyp, casa pirotecnica elvetica guidata da Jean-Pascal e Nicolas Guinand. Il 17 settembre 2022, all’ippodromo di Compiègne, la loro squadra rappresentava la Svizzera in un’edizione sul tema «Autour du monde», di fronte ad altri concorrenti europei. Dietro questo nome ben noto agli appassionati dei grandi fuochi d’artificio si delinea un approccio molto riconoscibile: una pirotecnica costruita con metodo, pensata come un racconto e sempre guidata dall’emozione del pubblico.

Sugyp, una firma svizzera tra eredità e creazione contemporanea

Sugyp appartiene a quelle case la cui storia segue l’evoluzione del mestiere di artificiere. Fondata alla fine degli anni 1960 con la denominazione SUGYP-IMPORT G. Porchet, l’azienda sviluppa la propria attività di fuochi d’artificio fin dagli anni 1970, prima di diventare SUGYP SA nel 2007 sotto la direzione di Jean-Pascal e Nicolas Guinand. Con sede nel cantone di Vaud, si è imposta come una delle firme pirotecniche svizzere più attive, sia nelle feste popolari sia nei grandi appuntamenti nazionali e nei concorsi internazionali.

Questo percorso conferisce all’azienda una doppia cultura. Da un lato, la conoscenza del terreno: autorizzazioni, sicurezza, installazione delle postazioni di tiro, vincoli meteorologici, logistica, smontaggio, pulizia. Dall’altro, la ricerca artistica: scelta dei colori, scrittura musicale, drammaturgia, ritmo delle sequenze, equilibrio tra potenza e delicatezza. È proprio questa alleanza che fa la forza di una squadra da competizione. Un grande spettacolo pirotecnico non si riduce mai a una somma di effetti; richiede un’intenzione, un meccanismo affidabile, uno sguardo e poi un’esecuzione senza approssimazioni.

Jean-Pascal e Nicolas Guinand, due ruoli complementari

Nell’universo Sugyp, Jean-Pascal e Nicolas Guinand incarnano una complementarità preziosa. Il primo è associato alla dimensione tecnica e logistica, indispensabile per trasformare una partitura di fuoco in un dispositivo operativo. Il secondo è regolarmente presentato come il volto artistico della casa, in particolare nella concezione musicale e nella scrittura pirotecnica. Questa ripartizione dei ruoli chiarisce il modo in cui uno spettacolo prende forma: l’idea può esistere solo se è tecnicamente realizzabile; la tecnica ha senso solo se serve un’emozione leggibile per il pubblico.

Questa complementarità è particolarmente importante in un concorso come i Masters de Feu. Gli artificieri devono confrontarsi con un quadro imposto: stesso tema, stessa durata, stessi requisiti di sicurezza e di leggibilità per tutti i concorrenti. Il talento consiste allora nel trasformare questi limiti in linguaggio. Un angolo di tiro, un respiro musicale, una progressione d’intensità, un silenzio calcolato o un colore inatteso possono diventare segni artistici. In questo contesto, la squadra che vince in coerenza non è necessariamente quella che riempie di più il cielo, ma quella che racconta meglio.

Una casa abituata ai grandi formati internazionali

Sugyp non arrivava a Compiègne da sconosciuta. Il suo carnet di referenze cita partecipazioni a numerosi concorsi ed eventi di grande portata, da Montréal a Macao, da Brno ad Hannover, passando per Monaco, Ottawa, Szczecin o Saint-Brévin. La casa svizzera ha inoltre firmato o preso parte a grandi appuntamenti in Svizzera, compresi fuochi legati alla Festa nazionale, spettacoli a Ginevra, Neuchâtel, Vevey o Zermatt, oltre a creazioni evento per manifestazioni pubbliche o private.

Questa esperienza internazionale conta. Ogni luogo impone la propria scrittura: un lago non si affronta come un ippodromo, un bacino urbano non risponde agli stessi vincoli di una valle alpina, una competizione non obbedisce allo stesso tempo di un fuoco di festa nazionale. Le squadre che viaggiano imparano ad adattare il proprio vocabolario, a ripensare le distanze, a utilizzare la profondità, a dosare i calibri e a gerarchizzare i piani visivi. Questo know-how alimenta la capacità di una casa come Sugyp di presentarsi davanti a un pubblico francese con una proposta costruita, chiara e ambiziosa.

Lo spettacolo pirotecnico come scrittura musicale

Nell’approccio sostenuto da Sugyp, la musica non è un semplice accompagnamento. Agisce come una spina dorsale. Un fuoco d’artificio contemporaneo si costruisce spesso come una partitura: tempi forti, rotture, riprese, contrappunti, una tensione e poi una risoluzione. Lo spettatore non percepisce necessariamente la complessità di questa architettura, ma ne avverte gli effetti. Quando le partenze sono giuste, quando i colori rispondono ai timbri, quando i volumi seguono gli accenti, lo spettacolo dà l’impressione di una naturalezza evidente.

È una delle principali sfide dei Masters de Feu. Il concorso chiede agli artificieri di presentare una visione artistica, non solo una dimostrazione tecnica. Sincronizzazione, varietà degli effetti, padronanza dello spazio e capacità di suscitare emozione sono al centro della valutazione. Per una casa svizzera nota per il suo rigore, la sfida è stimolante: occorre convincere insieme una giuria e un pubblico numeroso, in un tempo limitato, con una proposta che resti memorabile fin dai primi secondi.

«Autour du monde», un tema ideale per una casa viaggiatrice

L’edizione 2022 dei Masters de Feu invitava i concorrenti a creare attorno al tema «Autour du monde». Per Sugyp, questo invito aveva una risonanza particolare. La casa svizzera ha spesso lavorato su scenari diversi, in contesti culturali e geografici molto differenti. Un tema del genere permetteva di ampliare la tavolozza: ritmi contrastanti, colori evocativi, cambi d’atmosfera, effetti di spostamento, costruzione per tappe o in quadri successivi.

In un concorso, un tema universale può essere una trappola. È tentante accumulare riferimenti o moltiplicare i cliché visivi. Il successo richiede invece di trovare una linea direttrice. Il viaggio deve essere comprensibile senza diventare letterale, spettacolare senza perdere eleganza. In Sugyp, la conoscenza dello spettacolo piro-melodico e dei grandi formati internazionali offriva un terreno fertile per affrontare questa tematica con misura: far viaggiare il pubblico, ma farlo attraverso la sensazione più che attraverso l’illustrazione.

Un forte impegno per la sicurezza e l’ambiente

La pirotecnica moderna si pensa anche attraverso le sue responsabilità. Sugyp comunica da diversi anni sull’importanza della sicurezza, che resta l’imperativo primo di uno spettacolo riuscito. Distanze, stabilità degli artifici, condizioni del vento, formazione delle squadre, sistemi di sparo, recupero dei rifiuti: questi temi restano invisibili al pubblico quando tutto va bene, ma determinano l’insieme della creazione. L’emozione può nascere solo in un quadro perfettamente padroneggiato.

L’azienda svizzera ha anche avviato azioni sull’impatto ambientale della propria attività, in particolare sulla riduzione dei rifiuti, sull’uso prevalente di materiali in carta e cartone per i componenti, sul recupero dopo lo spettacolo e sulla compensazione delle emissioni legate ad alcune operazioni. Questi elementi non eliminano l’impronta di un fuoco d’artificio, ma testimoniano un’evoluzione del mestiere. Le grandi case pirotecniche sono ormai attese sulla loro capacità di coniugare bellezza, sicurezza, innovazione e responsabilità.

A Compiègne, la Svizzera in corsa per il Master d'Argent

Il 17 settembre 2022, la Svizzera figurava tra le nazioni in gara all’ippodromo di Compiègne, al fianco di Spagna, Francia e Slovacchia. Questa edizione apriva una nuova fase di selezione verso il Master d'Argent, in continuità con gli anni precedenti segnati dal Master d'Or. Per il pubblico, la presenza di Sugyp prometteva un incontro con un’estetica precisa, sensibile e rigorosa; per il concorso, rafforzava la dimensione internazionale di un evento diventato un appuntamento di riferimento della creazione pirotecnica in Europa.

Questa serie di domande poste agli artificieri aveva dunque un obiettivo semplice: andare oltre il fuoco visto dalle tribune e dare un volto a coloro che scrivono la luce. Dietro ogni bouquet, ogni ventaglio, ogni cometa e ogni silenzio, ci sono mesi di esperienza accumulata, scelte artistiche, arbitrati tecnici, squadre mobilitate. Con Sugyp, i Masters de Feu accoglievano una casa per cui il fuoco d’artificio resta прежде di tutto un’arte della condivisione: un’opera breve, collettiva, intensa, che esiste pienamente solo negli occhi di chi la guarda.