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21 settembre 2019: il Gran Finale del Gold Master a Compiègne

Il 21 settembre 2019, i Masters de Feu riunivano all’ippodromo di Compiègne i vincitori italiano, greco e francese delle prime tre edizioni. Una Grande Finale pensata come un appuntamento di gala, con tre creazioni in competizione, un voto alla cieca e il Master d'Or nel mirino.

21 septembre 2019: la Grande Finale du Master d'Or à Compiègne

Sabato 21 settembre 2019, i Masters de Feu hanno dato appuntamento al pubblico all’ippodromo di Compiègne per una serata unica nella storia del concorso: la Grande Finale del Master d'Or. Dopo tre edizioni di selezione, tre aziende pirotecniche provenienti da Italia, Grecia e Francia si sono ritrovate faccia a faccia per un duello d’eccellenza. La posta in gioco andava ben oltre la semplice vittoria di una serata: si trattava di incoronare il migliore tra i premiati, colui capace di trasformare quindici minuti di fuoco, musica e precisione in un momento di spettacolo totale.

Una finale costruita come l’apice di un primo ciclo

Fin dalla sua creazione nel 2016, i Masters de Feu hanno introdotto a Compiègne un format raro nel panorama pirotecnico europeo: tre anni di competizione per decretare i vincitori, poi una grande finale che riunisce questi trionfatori attorno a un trofeo superiore. Nel 2019, questo primo ciclo giungeva al termine. I tre finalisti non erano dunque semplici invitati: ciascuno aveva già convinto la giuria e il pubblico in un’edizione precedente, ciascuno conosceva le esigenze del sito, l’ampiezza del dispositivo e le aspettative di un pubblico ormai affezionato.

Il parterre riuniva Parente Fireworks per l’Italia, vincitore del Master d'Argent 2016, Nanos Fireworks per la Grecia, vincitore del Master d'Argent 2017, e Grand Final per la Francia, vincitore del Master d'Argent 2018. Tre firme, tre culture del fuoco, tre modi di scrivere nel cielo. Questo confronto conferiva alla serata un rilievo particolare: non si giocava soltanto sulla potenza visiva, ma sulla capacità di comporre un’opera coerente, sensibile, leggibile e perfettamente sincronizzata.

Il 21 settembre 2019, Compiègne in scena principale

L’appuntamento era fissato a partire dalle 20:30. Come nelle edizioni precedenti, l’ippodromo di Compiègne diventava il grande teatro notturno della pirotecnica: uno spazio aperto, pensato per accogliere gli spettatori nelle migliori condizioni e offrire ai piromani una profondità di campo all’altezza delle loro ambizioni. Il pubblico era invitato ad assistere prima a uno spettacolo di apertura, poi alle tre creazioni in competizione, prima di una chiusura fuori concorso.

Questa organizzazione dava alla serata un ritmo da gala. L’apertura aveva il ruolo di predisporre il pubblico, di immergere il luogo nell’immaginario e di ricordare che i Masters de Feu non sono una successione di lanci, ma una serata sceneggiata. Solo dopo arrivavano i concorrenti, ciascuno con un tempo equivalente per sviluppare il proprio universo e difendere le proprie possibilità. La società ArtEventia, fuori concorso, curava gli spettacoli di apertura e di chiusura, apportando all’evento il suo savoir-faire di progettazione e regia.

Creazioni imposte attorno alle grandi opere

Per questa finale, i concorrenti dovevano lavorare attorno a una tematica di prestigio: i grandi classici, presentati anche nella comunicazione dell’evento come le grandi opere. La scelta era particolarmente adatta a una Grande Finale. Invitava gli artificieri a dialogare con un patrimonio musicale e culturale immediatamente evocativo, evitando al tempo stesso l’insidia della semplice illustrazione. La difficoltà consisteva nel far emergere un’emozione nuova a partire da riferimenti noti, nel rispettare l’impeto delle partiture prolungandolo però attraverso la luce.

In uno spettacolo pirotecnico musicale, il successo dipende da una delicata alchimia. Un colpo che esplode un secondo troppo presto indebolisce un crescendo; un quadro troppo carico confonde la lettura di una frase musicale; un colore mal scelto può spezzare l’atmosfera. A questo livello di competizione, il fuoco diventa scrittura. Gli artificieri non si limitano ad accumulare effetti: disegnano respiri, alternano masse e silenzi, costruiscono altezze, profondità e rotture. Il cielo diventa una partitura verticale.

Un voto anonimo per preservare l’equità

Una delle particolarità di questa Grande Finale 2019 risiedeva nell’evoluzione delle regole di giudizio. Per garantire la massima equità possibile, i concorrenti erano identificati da un numero e non dal loro Paese o dalla loro società. La giuria votava quindi per una creazione, non per una nazionalità. Questa scelta assumeva un significato particolare in una finale in cui la squadra francese gareggiava in casa, davanti a un pubblico e in un contesto naturalmente sensibili alla sua presenza.

Ogni performance veniva valutata secondo criteri precisi: l’estetica complessiva, l’emozione trasmessa, la sincronizzazione con la musica e la varietà dei prodotti coreografati. Questi criteri richiamano ciò che distingue un grande concorso pirotecnico da un tradizionale spettacolo festivo. La sola potenza non basta. La giuria osserva la costruzione, la finezza delle transizioni, la padronanza degli effetti, l’inventiva dei quadri e la capacità di sostenere un racconto dal primo all’ultimo bagliore.

Italia, Grecia, Francia: tre scuole di pirotecnica in gara

Parente Fireworks rappresentava l’Italia, un Paese la cui storia pirotecnica è antica e profondamente legata alle grandi feste popolari. Il suo ritorno a Compiègne proseguiva la vittoria del 2016, prima edizione dei Masters de Feu, quando la maison italiana aveva lasciato il segno. Nanos Fireworks portava i colori della Grecia, dopo il successo del 2017 in un’edizione ispirata alle capitali europee. Grand Final difendeva la Francia, forte del suo Silver Master 2018 conquistato durante una serata all’insegna del cinema.

Questi tre finalisti arrivavano con una responsabilità particolare: non limitarsi a riproporre ciò che aveva valso loro la vittoria, ma compiere un salto di qualità. Una finale impone un ulteriore rischio creativo. Bisogna sorprendere senza perdere chiarezza, impressionare senza saturare, emozionare senza cedere al decorativo. Per il pubblico, questo incontro prometteva una lettura appassionante delle diverse sensibilità pirotecniche europee: l’eleganza della composizione, la forza dei ritmi, la densità dei colori, la precisione degli avvii e l’arte del gran finale.

Una serata annunciata con il tutto esaurito quasi certo

Sin dall’annuncio dell’evento, la domanda è stata forte. L’articolo originale ricordava che la tribuna era già completa e invitava gli spettatori a prenotare senza attendere gli ultimi posti disponibili. Un dettaglio che dice molto dell’attesa suscitata da questa Grande Finale. In sole tre edizioni, i Masters de Feu erano riusciti a creare un appuntamento riconosciuto, familiare, spettacolare ed esigente, capace di mobilitare appassionati e curiosi.

Il 21 settembre 2019, Compiègne non ospitava quindi soltanto una competizione: la città viveva il compimento di una storia iniziata nel 2016. Il pubblico tornava a ritrovare un rito, ma anche a scoprire un evento inedito nella sua intensità. Tre vincitori, tre paesi, un unico palcoscenico, un unico tema, un unico obiettivo: conquistare il Gold Master.

Il palmarès di una Grande Finale diventata un punto di riferimento

Da quella serata, il palmarès 2019 è entrato nella storia dei Masters de Feu. Il 1er Prix Master d'Or è stato assegnato a Grand Final, per la Francia. Nanos Fireworks, per la Grecia, ha ottenuto il secondo posto oltre al Premio del Pubblico. Parente Fireworks, per l’Italia, si è classificata terza. Questo risultato ha conferito alla Grande Finale 2019 un valore fondativo: quello di un primo ciclo portato fino al suo apice, poi trasmesso alle edizioni successive come modello di drammaturgia, rigore ed emozione collettiva.

Rileggere oggi l’annuncio del 20 febbraio 2019 ნიშნავს ritrovare l’energia dell’attesa: la promessa di una notte d’eccezione, la suspense tra tre vincitori già consacrati e l’ambizione di un concorso che voleva elevare la pirotecnica al rango di arte scenica. Il 21 settembre 2019, questa promessa ha trovato la sua espressione nel cielo di Compiègne, tra musica, fuoco e memoria.