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Casting 2017: i Masters de Feu lanciavano la loro seconda selezione

Nell’autunno 2016, poche settimane dopo una prima edizione molto apprezzata a Compiègne, i Masters de Feu preparavano già il loro secondo appuntamento. La sfida: selezionare tre nuove case pirotecniche chiamate a concorrere per il Master d'Argent 2017.

Casting 2017: les Masters de Feu lançaient leur seconde sélection

La seconda edizione dei Masters de Feu era stata scritta ben prima delle prime salve lanciate nel cielo di Compiègne. Fin dal novembre 2016, l’organizzazione entrava in una fase decisiva: individuare, contattare e selezionare le case pirotecniche in grado di sostenere il rigore del concorso internazionale. Dopo il successo fondativo della prima edizione, il casting del Master d'Argent 2017 doveva confermare l’ambizione dell’evento: riunire, su un unico palcoscenico a cielo aperto, artiglieri di alto livello, chiamati a difendere una visione artistica quanto un savoir-faire tecnico.

Una seconda edizione attesa dopo lo slancio del 2016

Il 24 settembre 2016, i Masters de Feu avevano già impresso la loro firma all’ippodromo di Compiègne: un concorso internazionale, un’unica location, una serata spettacolare e tre team chiamati a creare attorno a un tema imposto. Questa prima edizione, vinta da Parente Fireworks per l’Italia, aveva gettato le basi di un format immediatamente leggibile dal pubblico: tre anni di selezione per designare i vincitori del Master d'Argent, poi una grande finale destinata ad assegnare il Master d'Or.

In questo contesto, il casting della seconda edizione non era una semplice formalità amministrativa. Coinvolgeva l’identità stessa dei Masters de Feu. Occorreva trovare candidati capaci di confrontarsi con la crescente reputazione del concorso, di rispettare un disciplinare rigoroso, ma anche di offrire al pubblico una lettura personale della pirotecnia: ritmo, colori, precisione musicale, costruzione drammatica, varietà degli effetti e intensità emotiva.

Il casting, primo passo di un concorso molto strutturato

Selezionare una casa pirotecnica per i Masters de Feu significa coniugare diversi criteri. La notorietà conta, certo, ma non basta. I team devono poter ideare uno spettacolo coerente in un tempo limitato, lavorare su un tema comune, padroneggiare la sincronizzazione musicale e inserirsi in un dispositivo tecnico condiviso con gli altri concorrenti. La sfida è garantire l’equità: stesso campo di gioco, stessa durata, stessi vincoli generali, ma universi artistici radicalmente diversi.

Questa logica di casting conferisce al concorso una tensione particolare. Le società pirotecniche non vengono solo a presentare un fuoco d’artificio; difendono una scrittura. Ogni sequenza deve essere pensata come una frase visiva. Bombe, candele, comete, mine e quadri di facciata diventano gli elementi di una partitura. A Compiègne, lo spettacolo non si limita alla potenza del bouquet finale: si valuta nella progressione, nei silenzi, nelle rotture, nelle transizioni e nel modo in cui la luce accompagna la musica.

Tre paesi per scrivere il seguito del Master d'Argent

La selezione annunciata nell’autunno 2016 avrebbe portato, pochi mesi dopo, a un cartellone europeo. Per l’edizione 2017, furono ingaggiate tre case pirotecniche: HC Pyrotechnics per il Belgio, Nanos Fireworks per la Grecia e Smart Pyrotechnics per il Regno Unito. Ognuna arrivava con la propria identità, la propria cultura del fuoco e il proprio modo di affrontare la drammaturgia pirotecnica. Questa diversità era al cuore del progetto: far dialogare scuole, sensibilità e tradizioni dello spettacolo in un unico quadro competitivo.

Il tema scelto per questa seconda edizione, «I segreti delle capitali europee», apriva un immaginario vastissimo. Invitava gli artiglieri a esplorare la memoria, l’architettura, i miti urbani e le atmosfere musicali del continente. Un soggetto del genere imponeva una vera finezza interpretativa: non si trattava solo di illustrare monumenti o bandiere, ma di tradurre lo spirito delle capitali europee attraverso il colore, la cadenza, i contrasti e la messa in scena del cielo.

Compiègne, palcoscenico aperto alle grandi scritture pirotecniche

L’ippodromo di Compiègne offre ai Masters de Feu un contesto particolarmente adatto a questo tipo di competizione. La sua ampiezza consente di accogliere un vasto pubblico, offrendo al contempo agli artiglieri lo spazio necessario per sviluppare spettacoli di grande respiro. In questa configurazione, le creazioni possono respirare: i quadri ampi prendono tutta la loro dimensione, gli effetti di profondità diventano percepibili e la sincronizzazione si legge con una chiarezza autentica dalle aree spettatori.

Questa scelta di location contribuisce anche all’atmosfera dell’evento. I Masters de Feu non sono un fuoco d’artificio isolato, sparato in chiusura di una festa. Costituiscono una serata completa, pensata come un appuntamento culturale e spettacolare. L’apertura, i passaggi dei concorrenti, l’attesa del verdetto e il bouquet finale compongono una narrazione. Il casting degli artiglieri è dunque determinante: condiziona il ritmo della serata e la varietà delle emozioni offerte al pubblico.

Una giuria e il pubblico al centro della decisione

Il concorso si fonda su un equilibrio tra competenza e percezione. Le esibizioni sono valutate da una giuria composta da personalità e rappresentanti del pubblico, con criteri legati all’estetica, all’emozione, alla sincronizzazione e alla varietà degli effetti. Questa dimensione popolare fa parte del DNA dei Masters de Feu: il pubblico non è soltanto spettatore di una dimostrazione tecnica, ma testimone di una competizione in cui la sensibilità conta quanto la virtuosità.

Nel 2017, la giuria della seconda edizione fu presieduta da Sandra Lou, affiancata in particolare da personalità del mondo artistico, mediatico, culturale e locale. Questa composizione illustra la volontà di incrociare gli sguardi. Un professionista della pirotecnia non osserva un fuoco come uno spettatore con la famiglia; un artista non vi cerca necessariamente le stesse sfumature di un amministratore o di un giornalista. È proprio questa pluralità a dare al verdetto la sua portata.

Dall’annuncio del casting alla vittoria greca

L’archivio pubblicato l’8 novembre 2016 segna dunque un momento di svolta: quello in cui la seconda edizione comincia a prendere forma, ancora dietro le quinte. A questo stadio, i candidati non erano ancora stati presentati al pubblico. L’organizzazione preparava la selezione che avrebbe definito il cartellone dell’anno successivo. Col senno di poi, si coglie l’importanza di questo passaggio: ha permesso di riunire tre concorrenti solidi e di confermare, fin dal secondo anno, il carattere internazionale del concorso.

L’8 settembre 2017, la Grecia, rappresentata da Nanos Fireworks, vinse il Master d'Argent di questa seconda edizione. Questa vittoria le aprì l’accesso alla finale del Master d'Or 2019, insieme agli altri vincitori degli anni di selezione. La promessa formulata nel casting del 2016 era stata mantenuta: i Masters de Feu non si limitavano a riproporre un evento riuscito, ma instauravano progressivamente una competizione strutturata, riconoscibile e seguita.

Un casting che rivela l’ambizione dei Masters de Feu

Rileggere oggi questo annuncio permette di comprendere la meccanica discreta che precede le grandi serate pirotecniche. Prima degli applausi ci sono i dossier, gli scambi tecnici, le scelte artistiche, i vincoli di sicurezza, gli arbitraggi di programmazione e la voglia di sorprendere. Un casting riuscito non si vede subito; si percepisce la sera stessa, quando tre universi si succedono senza assomigliarsi e il pubblico ha la sensazione di aver assistito a un vero concorso, non a una semplice successione di fuochi.

La preparazione della seconda edizione ha così svolto un ruolo essenziale nel consolidamento dei Masters de Feu. Ha confermato che Compiègne poteva diventare un appuntamento duraturo per le grandi case pirotecniche europee, con un formato chiaro e una progressione verso il Master d'Or. Attraverso questo casting, si delineava già tutta la filosofia del concorso: selezionare i migliori, imporre loro un quadro comune, poi lasciare che il cielo decidesse tra le visioni.