Philippe Candeloro, Noémie Vialard e Cannes nella giuria di Masters de Feu 2016
A pochi mesi dalla prima edizione di Masters de Feu a Compiègne, l’organizzazione ha svelato una parte della giuria chiamata a decretare le creazioni pirotecniche vincitrici. Attorno a Philippe Candeloro, Noémie Vialard e Jean-Marc Solbes, il concorso afferma fin da subito la sua ambizione: coniugare sguardo artistico, rigore tecnico e radicamento locale.

I Masters de Feu di Compiègne hanno svelato la composizione della loro giuria nel corso di una conferenza stampa organizzata lunedì 13 giugno 2016. Per questa prima edizione, il concorso internazionale di arte pirotecnica ha scelto di riunire personalità provenienti da ambiti complementari: sport di alto livello, giornalismo, natura, cultura locale ed esperienza dei grandi festival di fuochi d’artificio. Un modo chiaro per affermare, fin dalla nascita, un appuntamento al tempo stesso popolare, rigoroso e profondamente orientato alla creazione.
Una giuria pensata per incrociare gli sguardi
In un concorso pirotecnico, una giuria non si limita a decretare il miglior finale o a scegliere il fuoco più spettacolare. Osserva un’opera in movimento, scritta nel cielo, sincronizzata con una colonna sonora e concepita come un racconto. Colori, ritmo, precisione dei tiri, occupazione dello spazio, coerenza musicale, originalità dei quadri, gestione dei silenzi e intensità emotiva entrano nella valutazione. Per i Masters de Feu 2016, la composizione annunciata traduce la volontà di valutare gli spettacoli attraverso sensibilità diverse, anziché da un solo punto di vista tecnico.
La giuria associa così rappresentanti di Compiègne e del suo territorio a ospiti esterni riconosciuti. Philippe Marini, sindaco di Compiègne, Evelyse Guyot, assessora alla cultura, Coralie Lefebvre, Reine du Muguet 2016, così come Antoine Gilibert, figura locale legata all’area urbana e al mondo delle corse compiègnesi, incarnano il radicamento dell’evento nella città. Al loro fianco, Philippe Candeloro, Noémie Vialard e Jean-Marc Solbes apportano una lettura più artistica, mediatica e pirotecnica della competizione.
Philippe Candeloro, un presidente di giuria con il senso dello spettacolo
La presenza di Philippe Candeloro conferisce immediatamente un volto forte a questa prima edizione. Doppio medagliato olimpico nel pattinaggio artistico, personalità popolare e habitué dei grandi palcoscenici, possiede un rapporto naturale con i concetti di coreografia, intensità e precisione. Il parallelismo con la pirotecnica è evidente: in entrambe le discipline, tutto si gioca dal vivo, sotto gli occhi del pubblico, con un’esigenza assoluta di sincronizzazione e una componente emotiva che non si misura solo con la tecnica.
Appassionato di fuochi d’artificio, Philippe Candeloro non è soltanto un nome noto chiamato a presiedere simbolicamente una serata. Il suo percorso gli conferisce una sensibilità particolare per la costruzione di un numero, per l’arte del ritmo e per il modo in cui una performance può sorprendere, tenere con il fiato sospeso e poi conquistare l’adesione del pubblico. Sul ghiaccio come nel cielo, il gesto deve essere leggibile, padroneggiato e capace di provocare una reazione immediata. Questa vicinanza tra spettacolo sportivo e spettacolo pirotecnico rafforza la legittimità del suo sguardo.
Noémie Vialard, la natura come filo sensibile
Un’altra membro annunciata della giuria, Noémie Vialard, porta uno sguardo diverso, nutrito dal suo lavoro di autrice e giornalista specializzata in giardini, natura e arte di vivere a contatto con il verde. La sua presenza assume un rilievo particolare in un’edizione il cui tema imposto è « Dessine-moi la nature ». Il tema invita i fuochisti a tradurre nel cielo paesaggi, stagioni, materiali organici, fioriture o respiri. Non si tratta soltanto di produrre bei colori: occorre evocare un’atmosfera, un’evoluzione, un immaginario.
In questo contesto, l’occhio di Noémie Vialard può consentire di apprezzare la delicatezza di un quadro, la precisione di un’evocazione o la coerenza tra il tema e gli effetti scelti. La pirotecnica, spesso associata alla potenza e al rumore, sa anche farsi sottile: pioggia d’oro, comete lente, bouquet sospesi, scintillii, onde luminose o composizioni più aeree possono disegnare un’emozione vicina alla contemplazione. È proprio questo tipo di sfumatura che una giuria plurale può far emergere.
Jean-Marc Solbes e l’esperienza dei grandi appuntamenti pirotecnici
La partecipazione di Jean-Marc Solbes, legato all’organizzazione del Festival international d’art pyrotechnique di Cannes, inserisce i Masters de Feu in una prestigiosa continuità. Cannes fa parte degli appuntamenti di riferimento per i professionisti del settore, con una tradizione di competizione, creazione ed esigenza artistica riconosciuta ben oltre la Costa Azzurra. A Compiègne, la sua presenza porta una preziosa esperienza nella lettura degli spettacoli, nella messa in scena piromusicale e nelle aspettative proprie dei concorsi internazionali.
Per una prima edizione, questo sostegno simbolico conta. I Masters de Feu non si presentano come un semplice fuoco d’artificio per eventi, ma come una competizione in cui squadre di artificieri difendono un paese, uno stile e una scrittura. L’ambizione è quella di ritrovare la grande cultura dei concorsi pirotecnici, collocandola al tempo stesso nello scenario unico dell’ippodromo di Compiègne, un ampio spazio aperto alla messa in scena di grandi volumi luminosi.
Compiègne, scenografia di un concorso internazionale
La scelta di Compiègne non è casuale. Città imperiale, segnata dal suo patrimonio, dai suoi spazi naturali e dai grandi appuntamenti popolari, offre una scenografia ideale per un evento pensato per riunire un vasto pubblico. I Masters de Feu collocano la pirotecnica in un formato di serata completa, con concorrenti, un tema imposto, una giuria e una particolare attesa attorno alla classifica finale. Questo meccanismo trasforma lo spettatore in testimone di un confronto artistico: non viene soltanto a vedere un fuoco, assiste a una selezione.
La presenza di personalità locali nella giuria afferma inoltre il legame con il territorio. Philippe Marini ed Evelyse Guyot rappresentano l’impegno comunale nella nascita dell’evento. Coralie Lefebvre, Reine du Muguet 2016, ricorda l’attaccamento di Compiègne alle sue tradizioni festive. Associando queste figure a ospiti esterni, i Masters de Feu costruiscono un equilibrio tra radicamento e visibilità: un concorso internazionale, ma sostenuto da una città e da un pubblico.
Una prima edizione all’insegna dell’esigenza
Con questa giuria, i Masters de Feu 2016 danno il tono. Il concorso vuole celebrare lo spettacolare senza rinunciare all’analisi, l’emozione senza dimenticare la padronanza, la festa popolare senza perdere di vista l’eccellenza professionale. La diversità dei profili annunciati risponde alla natura stessa di un fuoco d’artificio di competizione: un’arte totale, in cui la tecnica serve la drammaturgia e ogni effetto deve trovare il proprio posto in una partitura globale.
Questa prima composizione della giuria segna quindi una tappa fondativa per l’evento. Espone gli artificieri a sguardi capaci di giudicare l’energia, la poesia, il rigore e l’inventiva delle loro creazioni. A Compiègne, il Master d'Argent 2016 si annuncia così come più di un concorso: un incontro tra artisti del fuoco, una città ospitante e personalità incaricate di tradurre lo stupore in verdetto.